Archivi per il mese di: novembre, 2013

COS’E’ E COME FUNZIONA

Firenze, 6 dicembre 2013, auditorium Consiglio Regionale

La legge regionale sulla partecipazione (n. 46/2013), recentemente riapprovata dal Consiglio regionale con importanti modifiche, introduce per la prima volta nella legislazione italiana l’obbligatorietà dell’istituto del Dibattito Pubblico su opere e interventi di rilevanza regionale, a partire da una determinata soglia finanziaria.
L’incontro si propone di discutere sulle caratteristiche e le finalità di questo istituto partecipativo, e vuole essere una sede di analisi e di riflessione alla vigilia della piena operatività della nuova legge regionale, mettendo a confronto le esperienze fin qui condotte in Italia e, soprattutto, in Francia – dove la legislazione sul Dèbat public è stata introdotta e sperimentata già da alcuni anni.

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PROGRAMMA:

ore 15 – Interventi introduttivi
Marco Manneschi Presidente della Prima Commissione consiliare

Vittorio Bugli Assessore alla Presidenza della Regione Toscana
ore 15,20 – Relazioni introduttive

Laurence Monnoyer-Smith Università di Compiègne – Vicepresidente della Commission Nationale du Débat Public
Il Débat Public in Francia: a cosa è servito e come ha funzionato nell’esperienza “originaria”

Luigi Bobbio Università di Torino
Il Dibattito pubblico in Italia: potrebbe funzionare a patto che…

Massimo Morisi Università di Firenze
La Toscana come caso pilota: come dar gambe all’immaginazione

ore 16,30 – Dibattito, repliche e conclusioni
Parteciperanno:

Massimiliano Atelli Responsabile della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente

Gabriele Baccetti Responsabile Area giuridica Confindustria Toscana
Alfredo De Girolamo Presidente CISPEL Toscana

Fausto Ferruzza Presidente Legambiente Toscana

Simone Gheri Sindaco di Scandicci – responsabile ANCI per i problemi del governo del territorio

Silvia Viviani Vice-presidente Istituto Nazionale di Urbanistica

Alessandro Antichi Vicepresidente della Prima Commissione consiliare

Daniela Lastri Consigliera Segretario dell’ Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale

Stefania Fuscagni Consigliere regionale – Portavoce dell’ Opposizione

Monica Sgherri Consigliere regionale – Presidente Gruppo consiliare FdS-Verdi

http://www.regione.toscana.it/-/il-dibattito-pubblico-cos-e-come-funziona

Agricoltura e le sue Sorelle

Vini e vignaioli autentici, agricolture periurbane, cibi e poesia dalla terra

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La 7a edizione de LA TERRA TREMA si terrà a Milano il 29, 30 Novembre e il 1° Dicembre 2013 al Leoncavallo s.p.a.
LA TERRA TREMA accoglie agricoltori e agricoltura, vini e vignaioli di qualità, contadini resistenti provenienti da tutta Italia, per dar vita a tre giorni di degustazioni individuali e guidate; dibattiti e confronti pubblici; incontri informali con i produttori;
acquisti diretti; concerti, proiezioni, cene a filiera diretta.

LA TERRA TREMA porta nel cuore di Milano le mille storie di agricolture partigiane e ribelli; le storie di rivolta di chi abita territori assediati da cemento, capannoni, infrastrutture devastanti calate dall’alto;
le elaborazioni, condivise e partecipate, delle politiche che, ai suddetti territori, guardano, perché lì stanno nascendo/nasceranno comunità nuove, consapevoli, aperte.

Per questo motivo ci sta a cuore di precisare anche quest’anno che: LA TERRA TREMA è una manifestazione dedicata all’agricoltura di qualità, quella che in Italia quotidianamente si batte per tutelare suolo, socialità, cultura, sapori. Prima di una condivisione sostanziale o programmatica di definizioni ideali a proposito di vini naturali, certificazioni bio/biodinamiche/integrate, prima dei marchi di qualità o di tutela – prima di tutto questo – LA TERRA TREMA chiede una convinta condivisione sulle pratiche di resistenza che essa stessa attiva.

(… ) continua; programma&info:

  http://www.laterratrema.org/fiera/la-terra-trema-2013/

http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13007

Workshop sul part-time: L’importanza del part time agricolo nello sviluppo delle aree rurali

Roma, 28 novembre 2013, Parlamentino Forestale, Mipaaf

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L’agricoltura part time, oltre ad essere un fenomeno numericamente significativo nel nostro Paese (riguarda circa un quarto dei conduttori di aziende agricole in totale e dei loro coniugi coadiuvanti ed il 40% degli altri familiari che lavorano in azienda) svolge un importante ruolo nelle relazioni urbano-rurale e nel riavvicinare i cittadini all’agricoltura,  fungendo spesso da ripetitore delle istanze della società civile, in primis quelle relative alla sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare.

Dall’indagine svolta sul part-time agricolo dalla Rete Rurale Nazionale emerge un quadro molto lontano quindi da quello con cui convenzionalmente si descrive l’agricoltura part time: non siamo infatti davanti ad un fenomeno legato alla marginalizzazione ed alla sussistenza e praticato principalmente “da pensionati”. Riguarda infatti conduttori di tutte le fasce di età e non si limita ad aziende di piccole dimensioni, ma è presente in una percentuale significativa di aziende considerate “commerciali” e cioè di dimensioni maggiori di 20 ha.

Pur non potendo garantirsi un incremento nel reddito della famiglia, avere un’azienda agricola consente in generale una migliore qualità della vita:  un posto migliore dove vivere, crescere i propri figli, avere maggiori e migliori relazioni sia sul territorio che con le aree urbane e di conseguenza un più facile e migliore accesso ai servizi, di avere meno stress e di gestirlo meglio ed infine di avere a disposizione cibo di migliore qualità. In definitiva, quindi, il part time deve essere considerato una vera e propria scelta di una vita “pluriattiva”, scelta che è alla base di quello che in molti casi si manifesta come un vero e proprio “ritorno alla terra”.

Su queste basi, e a partire dalla presentazione dell’Indagine sul part-time, la Rete Rurale nazionale organizza, Giovedì 28 novembre, un workshop con la partecipazione di addetti ai lavori ed esperti del settore anche per identificare proposte finalizzate ad una maggiore integrazione di questo fenomeno nelle politiche per lo sviluppo rurale e del ricambio generazionale in agricoltura per il prossimo periodo di programmazione.

Programma:

  • ORE 10,30: Presentazione dell’evoluzione del fenomeno in Italia e l’attuale contesto – Camillo Zaccarini Bonelli – Rete Rurale Nazionale
  • ORE 10,50: Rilevanza e problematiche del part-time in Italia e risultati delle indagini realizzate dalla RRN – Pasquale Raiola – Rete Rurale Nazionale
  • ORE 11,10: Politiche di sviluppo rurale ed imprese part-time con particolare riferimento al ricambio generazionale – Flaminia Ventura – Rete Rurale Nazionale
  • ORE 11,30: DIBATTITO e CONCLUSIONI –  Graziella Romito – MiPAAF
 http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13007

VIII TAVOLO NAZIONALE CONTRATTI DI FIUME - A21 ITALY

FIRENZE 9 DICEMBRE 2013 – ORE 9.00 – Auditorium di Santa Apollonia
Via San Gallo 25/A

A tre anni di distanza dalla “Carta Nazionale dei Contratti di Fiume (CdF)”: Regione Lombardia – Milano, V° Tavolo Nazionale 2010 e Regione Piemonte – Torino, VI° Tavolo Nazionale 2011 e ad un anno dal Position Paper sul “Green New Deal dei territori fluviali” (Regione Emilia Romagna – Bologna VII° Tavolo Nazionale 2012), i CdF hanno avuto una ulteriore e significativa accelerazione. Questa crescita è certamente correlata all’incalzare dell’attualità e al Susseguirsi di eventi drammatici, legati all’aggravarsi del rischio idrogeologico, inquinologico, alle conseguenze del consumo di suolo ed in generale a tutte quelle criticità che per essere affrontate necessitano di strategie di Pevenzione e processi di governance collettiva. In questo contesto i CdF si prefigurano come uno degli strumenti a disposizione del cambiamento e vista la diffusione che hanno avuto in termini quantitativi e qualitativi in questi ultimi anni, ci portano a sperare che in realtà il Cambiamento sia già in atto”. Dall’Osservatorio del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume si registrano sempre nuovi processi in attivazione in tutte le Regioni ed una sempre maggiore capacità da parte dei CdF di integrare i piani e le norme sulla gestione e tutela delle acque con quelli per la difesa del suolo, del paesaggio e lo sviluppo economico dei
territori. Con l’VIII Tavolo Nazionale di Firenze, si intende continuare l’opera di circolazione di buone pratiche, già intrapresa nelle precedenti edizioni, fornendo al contempo un contributo al dibattito in corso sugli argomenti emergenti e di maggior rilevanza. I temi congressuali dell’VIII Tavolo sono stati individuati e definiti attraverso una serie di incontri preparatori che si sono tenuti a: Firenze 5/09/2013 (Regione Toscana), Milano 30/10/2013 (Regione lombardia), Rimini 06/11/2013 ( Coordinamento A21 Locali), Mestre-Venezia 08/11/2013 (Unione Veneta Bonifiche), Lucca 26/11/2013 (Provincia di Lucca). Con questo nuovo appuntamento si intende contribuire a creare una visione condivisa e interregionale che consenta di continuare a diffondere i Contratti di Fiume ed a sostenere gli investimenti nei territori fluviali che li adottano.

Programma e informazioni: http://nuke.a21fiumi.eu/

Nel corso del convegno saranno presentate ed indagate diverse esperienze professionali e d’impresa, caratterizzate dall’approccio ecosistemico, nei settori dell’ecoturismo, della ricerca e progettazione, della pianificazione territoriale, del monitoraggio e valutazioni d’impatto ambientale e d’incidenza, del restauro ecologico e ripristino degli habitat, di gestione di progetti comunitari come i LIFE, di prevenzione e gestione dei conflitti tra conservazione della natura e attivita’ agro-silvo-pastorali tradizionali, dell’editoria naturalistica, della progettazione e realizzazione d’infrastrutture per la fruizione di ambienti naturali, dell’agricoltura multifunzionale, biologica e di qualita’ legata alla valorizzazione della biodiversità d’interesse agricolo, ecc. Finalità dell’incontro, organizzato dal WWF Italia e Federparchi, in collaborazione con Unioncamere e Fondazione Sviluppo Sostenibile nell’ambito del percorso verso la Conferenza Nazionale “La Natura dell’Italia: biodiversità, aree protette e green economy per il rilancio del Paese” promossa dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, sarà la definizione di un “decalogo” che riassuma alcune proposte operative per promuovere una maggiore partecipazione dei diversi attori sociali ed economici interessati alla valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale del nostro Paese e rendere concrete le opportunità di lavoro offerte da una green economy connessa alla conservazione della natura. Il convegno si svolge nell’ambito del LAPISS, il Laboratorio per le Aree protette italiane e lo sviluppo sostenibile, che vuole essere un punto di riferimento a livello nazionale come sede di scambio ed approfondimento sui temi legati alla gestione delle aree protette e allo sviluppo sostenibile. Il LAPISS è promosso dalla Coop. Cogecstre, WWF Italia, Federparchi e Regione Abruzzo, presso la Riserva Naturale Regionale Lago di Penne (Pescara), ed offre l’opportunita’ di presentare un modello avanzato di green economy legata alla conservazione della biodiversita’ e gestione di un’ area naturale protetta (per molti dei settori e delle attivita’ sopra citate), quale esempio virtuoso dell’esperienza consolidata delle Oasi WWF.

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Info e invito consultabili qui

ELEMENTI DI QUALITA’ DEI PROCESSI

Il 26 Novembre 2013 (alle ore 9.00 presso la Provincia di Lucca, Palazzo Ducale, Sala Mario Tobino) si terrà a Lucca un incontro preparatorio per l’VIII Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume che si svolgerà a Firenze il 9 dicembre 2013.

 

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Cos’è un Contratto di fiume?

I Contratti di fiume si configurano come strumenti di programmazione negoziata interrelati a processi di pianificazione strategica per la riqualificazione dei bacini fluviali. L’aggettivo “strategico” sta ad indicare un percorso di co-pianificazione in cui la metodologia ed il percorso stesso sono condivisi in itinere con tutti gli attori. Tali processi sono infatti finalizzati alla realizzazione di scenari di sviluppo durevole dei bacini elaborati in modo partecipato, affinché siano ampiamente condivisi.

La riqualificazione di bacino è intesa nella sua accezione più ampia e riguarda nella loro interezza gli aspetti paesistico-ambientali, secondo quanto stabilito dalla legge nazionale di recepimento della Convenzione europea del paesaggio. L’elaborazione di scenari di sviluppo durevole di sottobacino fa riferimento a processi di riqualificazione paesistico-ambientale consapevoli delle matrici fondative del territorio regionale (idrogeologica, geomorfologia, evoluzione degli ecosistemi naturali e antropici, ecc.) e che interpretano opportunamente le “storie insediative locali”.

Il Contratto di Fiume è quindi la sottoscrizione di un accordo che permette di adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo prioritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale.

Gli elementi che entrano in gioco in questo accordo sono:
• una comunità (comuni, province, ato, regione, associazioni, imprese, cittadini, ecc.)
• un territorio (suoli, acque, insediamenti, aria, ecc.)
• un insieme di politiche e di progetti a diverse scale/livelli

Questi elementi, da sempre in relazione tra loro, devono quindi essere orientati verso obiettivi condivisi di riqualificazione attraverso adeguati processi partecipativi.

Interessante articolo sul progetto GitHub, uno strumento di scrittura collaborativa di software, per “creare” progetti insieme a cittadini e imprese.

Nelle prossime settimane comincerà ad operare la nuova legge regionale sulla partecipazione (n. 46/2013) che intende riprendere e rafforzare l’esperienza condotta a partire dal 2008 con la legge 69/2007.

Nel momento in cui inizia una nuova stagione della partecipazione in Toscana, l’incontro si propone di presentare e discutere le “buone pratiche” degli anni scorsi, dando la parola a chi li ha promosse e gestite, per ricavarne spunti e insegnamenti per il futuro.

Questo bilancio avverrà attraverso un’ampia mostra e una poster session, che consentirà anche di interrogare e discutere con i protagonisti dei vari casi; e attraverso alcune sessioni tematiche, in cui verranno presentati alcuni processi, tra gli oltre cento che sono stati sostenuti dalla legge regionale.

Firenze 8 novembre 2013; Palazzo degli Affari (secondo piano), Piazza Adua 1; ore 9.30 – 17.30

Programma:

Ore 9.30 – Introduzione: Vittorio Bugli, Assessore regionale alla Presidenza, alle riforme istituzionali e alla partecipazione
Presentazione del programma della giornata: Antonio Floridia, dirigente del Settore “Politiche per la partecipazione” della Regione Toscana

Ore 10.00 – Partecipare per fare: urbanistica e riqualificazione urbana

  • Il piano territoriale di Montespertoli  
  • La riqualificazione del Waterfront di Marina di Carrara 
  • La nuova scuola di Montelupo  Fiorentino

Ore 10.45 – Coffee break

Ore 11.00 – Partecipare per fare: ambiente, rifiuti, energia

  • Il nuovo depuratore di Ponte Buggianese e il Padule di Fucecchio
  • Il Biogas a Buonconvento 
  • Un piano d’azione per il  torrente Zambra  (Pisa)

Ore 11.45 – Dietro le quinte della partecipazione: poster session
Visita  alla mostra per incontrare chi ha promosso e gestito le “buone pratiche” esposte

Ore 13.00 – Pausa pranzo

Ore 14.00 – Partecipare per fare: piani per la salute e la protezione civile

  • Un  piano sociale per la disabilità (SdS Firenze nord-ovest)
  • Un piano per la salute (SdS Grosseto)
  • Un piano partecipato di protezione civile  (Versilia)

Ore 14.45 – Partecipare per fare: bilanci partecipativi e regolamenti

  • Il bilancio socio-partecipativo di Capannori  
  • I bilanci partecipativi di Castiglion della Pescaia  e Forte dei Marmi
  • Il regolamento del centro storico di Pietrasanta 

Ore 15.30 – Dietro le quinte della partecipazione:  commenti e interventi
Introducono: Giovanni Allegretti, Università di Coimbra
Jürg Steiner, Professore Emerito delle Università di Berna e della North Carolina

Conclusioni

FIRENZE-  La “banca della terra”, prevista dalla legge regionale toscana 80/12,  sta per diventare operativa. E’ stata infatti approvata dalla giunta regionale  la delibera presentata dall’assessore all’agricoltura e foreste, Gianni Salvadori, con la proposta di regolamento per  l’utilizzazione dei terreni che risultano “abbandonati” o “incolti” , proposta che ora  verrà trasmessa alle commissioni competenti del Consiglio regionale.

Il regolamento, predisposto di concerto con l’Ente Terre Regionali Toscane, detta la disciplina delle norme tecniche per il censimento dei terreni che risultano  “abbandonati” o “incolti”, il procedimento per il censimento e per l’inserimento dei terreni  nella “banca della terra”, nonché le procedure per la richiesta di assegnazione e di rimessa a coltura dei terreni.

“Grazie a questo regolamento – spiega l’assessore Salvadori –  i Comuni, con il supporto delle Unioni dei Comuni, delle Province e di ARTEA (l’ente toscano per le erogazioni in agricoltura), potranno verificare  la presenza sul proprio territorio di terreni non più utilizzati che potranno essere inseriti all’interno della “banca della terra” e torneranno ad essere produttivi.  
La “banca della terra” è nata infatti  proprio  per mettere a  disposizione  di chi vuole lavorare ma non ha la disponibilità della terra,  i terreni delle aziende agricole di proprietà pubblica (ma anche  privata) che possono essere dati in  affitto o in  concessione ad imprenditori agricoli, ed in particolare a giovani imprenditori. Nella “banca” possono rientrare  anche  i terreni agricoli resi temporaneamente disponibili (appunto i terreni incolti e/o abbandonati) che saranno così messi  nuovamente a  coltura – conclude –  determinando anche, come conseguenza, un importante incremento dei livelli di sicurezza idraulica ed idrogeologica del territorio.”

Una volta completata l’operazione di  censimento e l’inserimento in “banca della terra “dei terreni gli interessati  possono fare richiesta di assegnazione all’Ente Terre di Toscana, inoltrando uno specifico piano di sviluppo. Avranno priorità: 1° i minori di 40 anni che siano imprenditori agricoli professionali singoli o associati e i coltivatori diretti; 2°gli imprenditori agricoli professionali singoli o associati e i coltivatori diretti maggiori di 40 anni; 3° gli imprenditori agricoli non professionali minori di 40 anni; 4° gli imprenditori non professionali maggiori di 40 anni.
Espletata l’istruttoria delle richieste l’Ente comunicherà gli esiti al Comune che procederà alla occupazione temporanea,  e non onerosa,  dei terreni assegnandoli al richiedente, che è tenuto a coltivarli nei modi e nei tempi specificati nel piano di sviluppo.

Al proprietario del fondo spetterà un canone, che sarà  determinato dall’Ente Terre di Toscana in base ai criteri definiti nel regolamento. L’importo del canone, in ogni caso,  potrà  essere determinato anche di comune accordo fra il proprietario e l’assegnatario.

Scritto da Laura Pugliesi